



salve, ho visto un gatto morto… non so se già l’hanno avvisata!
così è iniziata una telefonata ascoltata stamane….
ovviamente il vigile dall’altro lato ha kiesto ‘DOVE?’
e così è proseguita la surreale telefonata in cui
il vigile chiedeva a quale civico, se avesse toccato il gatto
ma soprattutto ‘come erano parcheggiate le auto’.
risposta a quest’ultima domanda?
A spina di pesce!
Oggi, nel silenzio mattutino che intercorre tra l’arrivo in ufficio e gli incontri alla macchinetta del caffe’, una suoneria
m’ha destato dal torpore…
EBBENE SI! Esiste qualcuno che ha come suoneria l’odiosissima…’bella topolonaaaaaaaaaa’…. esiste… ed io la conosco!

non discuto che a qualcuno non piaccia… ma a me usare sto coso da soddisfazione!!!
a parte che non impegna come la tazza (per la mira intendo) ma poi
ti da quella sensazione di aria aperta come se stessi in campagna (invece che in un brutto e grigio ufficio).
mi piace a tal punto che ci metterei un ventilatorino per avere una brezza e un altoparlante per un minimo di cinguettio o frinire di cicale (dipende dall’ora).
Detto questo, vorrei far presente a quelli che invece usano la tazza (per questione di privacy immagino o per attività più impegnative) che, lasciare spalancata la porta esterna del bagno che è situata alle mie spalle , non è proprio carino!
più che altro perchè di fronte a quella porta (e quindi a pochi metri dalle mie spalle) c’è un ufficio con minimo 10 persone che discute animatamente di qualsivoglia problema lavorativo mentre io cerco di terminare la mia operazione in maniera quanto più mimetica possibile.
tutta sta poesia… cinguettii … alberi…. ecc.ecc. e tu, stronzo, mi freghi proprio il momento della sgrullata????????
sarà il fatto che nel contesto lavorativo in cui mi cimento l’omofobia e la relativa terminologia sono purtroppo di uso comune.
sarà che in generale il lavoro (duro che sia) è sempre stato associato all’immagine di fondoschiena dilatati oltremodo.
sarà che l’immaginario collettivo vuole che la competizione (professionale e non) e i giochi di potere abbiano come felice similitudine un deretano violato.
fatto sta che a me ’sto manifesto che ho trovato vicino all’ascensore del mio ufficio mi ha un po’ inquietato.
ufficio. interno giorno.
tra gli openspace si ode questo scambio con accento ‘lievemente’ romano.
lei: ao’ sai ki sso sti radiodervisc?
lui. dervisci…dervisci.. so quelli ke girano! perchè?
lei: stanno stasera all’auditorium
lui: ma vatte a vede’ i sudsaunsistemm al laghetto
lei: e ki so? ke musica fanno?
lui: robba reggae. so pujesi…
lei: e te come li conosci?
lui: mi fija li mette sempre… me fa na capoccia cosi’
lei: quanto costa?
lui: 12 euri…
lei: eeeh!
lui: e che volevi?
oggi ho notato uno strano caso statistico….
esiste una proporzionalità diretta tra la quantità di cazzate (leggasi pauerpoint con frasi sensibbbili e gattini sul fondo o catene di s.antonio a scopo pseudo-benefico )
e la probabilità ke alla fine della mail ci sia sta frase ’sensibbbbilissima’….
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